10 Cose su barba e capelli che forse non sai!

10 Cose su barba e capelli che forse non sai!

La storia è ricca di curiosità e aneddoti che riguardano il mondo della barba e dei capelli. Scopriamoli insieme!

Sin dalla preistoria.

I capelli sono un tratto distintivo dell’uomo che da subito ha contribuito a disambiguarlo dalle scimmie, contribuendo a renderci unici e differenti dagli altri mammiferi pelosi. Già nel paleolitico inferiore era fondamentale il rito del tagliarsi i capelli; infatti nella credenza popolare tagliare i capelli significava allontanare il male e rinnovare le energie del corpo. Sono stati ritrovati esemplari di rasoi fra i reperti archeologici delle popolazioni italiche primitive.

Rasoi costruiti con pietre aguzze risalenti a 3500 A. C. sono stati ritrovati in vari scavi in Egitto, dove l’uso di curare i capelli e radersi la barba è antichissimo. Nelle magnifiche raffigurazioni egizie gli uomini hanno il volto completamente rasato, segno di un esercizio frequente della toletta maschile. Insomma, capelli e barba sono stati fin da subito fondamentali per disegnare l’identità dell’uomo e, oggi come non mai, costituiscono uno degli elementi di comunicazione non verbale più efficace per raccontare la nostra identità ai nostri simili.

Iniziazione.

Come si suol dire: c’è una prima volta per tutto. Anche per andare dal barbiere! Alcuni psicanalisti ritengono che la prima volta dal barbiere sia una sorta un rito di passaggio, un distacco dalla figura materna per entrare nel mondo degli uomini adulti.
Questo risulta evidente in alcune popolazioni, come ad esempi nella comunità Amish, dove i maschi hanno il diritto di farsi crescere la barba solo dopo essersi sposati.

Capelli e linguaggio.

Il modo in cui portiamo i capelli rivela moltissimo di noi. Nell’antichità lunghi e fluenti mandavano un messaggio di forza, virilità e coraggio. I monaci buddisti, invece, rasano completamente la testa per rendere palese il loro voto di castità. Per non parlare del messaggio inequivocabile dei capelli rasati dei naziskin o della chierica dei membri del clero, la rasatura tonda sulla sommità del capo di chi veniva iniziato al sacerdozio. La tonsura era la cerimonia del taglio dei capelli che segnava il passaggio dallo stato laicale a quello clericale come espressione simbolica di rinuncia al mondo. Gli anni ’70 videro capelli lunghi e ribelli come simbolo di libertà e contestazione del potere costituito.

Quanto ti crescono i capelli?

Abbiamo circa 120.000 capelli, chi più chi meno, che crescono con una media di 1,5 cm al mese, ovvero circa 0,4 mm al giorno. Il picco della crescita avviene tra le 10 e le 11 del mattino e tra le 4 e le 6 del pomeriggio. Se li unissimo tutti in un unico filo raggiungerebbe la lunghezza di ben 16 km!

Ma quanti peli hai nella barba? 

La barba di un uomo adulto è composta da circa 25.000 peli che hanno un ritmo di crescita di circa 0,5 mm. al giorno. Nel corso dell’intera vita un uomo che si rade abitualmente accumula circa 3,5 kg di peli di barba. Per i nostri amati “barboni”, invece, c’è da battere il record di Hans Langseth, norvegese morto nel 1927, i cui baffi misuravano ben 5,33 metri. Il rasoio non era una sua priorità!

Legge e barba.

Gia dall’antichità era molto importante dettare regole sulla barba. In Egitto il faraone in particolari occasioni indossava una barba finta e il suo barbiere personale era tra le persone più importanti dell’impero. Durante i settanta giorni successivi alla morte del faraone era vietato radersi la barba. Sparta, la città greca dei guerrafondai, puniva i vigliacchi e i codardi imponendogli di radersi una sola guancia. La religione ebraica, già nel 1.000 a.C., imponeva solo l’uso delle forbici per radersi e aboliva quello del rasoio. Durante l’impero romano ai soldati era proibito tenere la barba, per evitare di offrire appigli ai nemici durante la battaglia, come poi fece Alessandro Magno. Mentre i Normanni imposero ai francesi e agli inglesi la moda di tenere i baffi e la barba. In tempi più recenti, durante l’età rinascimentale, in Italia vengono emanati ben 70 editti che regolamentavano la lunghezza di baffi e barba.

Barbiere o dottore?

I barbieri, tra un taglio di capelli e una basetta, esercitavano una professione ben più delicata: infatti erano anche chirurghi e dentisti, quindi praticavano operazioni e soprattutto il salasso con le sanguisughe. La famosa insegna dei barbieri, il barber pole, ha la sua origine proprio in questo quadro storico. Dopo il primo Concilio Lateranense, i sacerdoti cattolici non poterono iù svolgere alcun tipo di professione medica, cedendo così la loro clientela ai barbieri medievali. I barbieri, quindi, per pubblicizzare la loro nuova attività iniziarono a esporre fuori dalle finestre delle botteghe grandi flaconi di sangue. Per ovvie questioni igieniche, però,  dovettero smettere questa pratica e nacque così il tradizionale palo a strisce rosse e bianche. Il palo rappresenta l’asta che i pazienti che si sottoponevano ai salassi tenevano in modo da avere il braccio sotto sforzo per rendere più visibili le vene. Il palo da barbiere inoltre aveva all’estremità superiore un pomo in bronzo che rimandava al vaso dove veniva raccolto il sangue, mentre le strisce rosse erano garze sporche di sangue avvolte intorno al palo. Solo in un secondo momento gli americano aggiunsero il colore blu, per ovvie ragioni patriottiche!

Questa commistione di professioni continuò per secoli: le corporazioni di chirurghi lavorarono insieme con quelle dei barbieri fino al 1745, anno in cui re Giorgio II di Gran Bretagna decise di separarle, limitando i barbieri al compito di curare i capelli. Il re Luigi XIV, in Francia, prenderà la stessa decisione anni dopo, mentre in Italia le due categorie rimasero unite fino agli inizi dell’Ottocento.

Il primo barber shop.

Nell’età classica vi sono già fra i Greci le prime botteghe di barbiere, nonostante l’uso di radersi sia raro e screditato, ma ai barbieri non mancavano clienti perché, oltre a curare i capelli e la barba, offrivano servizi di pedicure e manicure. Il barbiere divenne il luogo di ritrovo per eccellenza quando, nell’età alessandrina, divenne di moda radersi. Teofrasto chiamò la bottega del barbiere “banchetto senza vino”, un posto cioè, in cui, tranne che il bere, si fa quel che si fa al bar, dove ognuno dice la sua su ogni argomento. Nel III secolo a. C., quando la penetrazione della cultura greca nel mondo romano si fece più intensa, a Roma si diffuse l’uso di farsi la barba.

Italians do it better.

I primi barbieri si trasferirono a Roma dalla Magna Grecia, più precisamente dalla Sicilia, nel 300 a. C. La bottega del barbiere a Roma era arredata in maniera quasi moderna, con grandi specchi, insegne e profumi. Dentro la bottega sono esposti gli strumenti del mestiere: forbici, rasoio, pettine, pinzette depilatorie e unguenti di vario genere, per profumare, per tingere i capelli, e anche per la depilazione. Il cliente si accomodva su alte sedie e gli veniva messo un panno bianco intorno al collo. Non vi ricorda niente?

Perchè fare da soli?

In passato andare dal barbiere era una consuetudine. Perchè si è abbandonata la frequentazione assidua della bottega del barbiere? In primis a causa dell’invenzione del rasoio elettrico e delle lamette, che hanno portato sicurezza, velocità e praticità nella rasatura. In secondo luogo, perchè dagli anni ’90 il parrucchiere, che fino ad allora si era dedicato solo alla cura dei capelli femminili, iniziò ad aprire le porte anche agli uomini, creando un ambiente unisex.

Solo negli ultimi anni, con il ritorno prepotente dell’uso della barba e dei baffi, i barbieri sono tornati in auge, ricreando quel magico mondo solo maschile delle barberie. Quindi perchè fare da soli?